(di Marisa F. Malcangi)

Ricordo felice di angoscia

Tre incoscienti in barca a vela...

Il mare era scuro,
scuro come il cielo,
il vento era leggero...
ma tradiva le sue cattive intenzioni.

Giorgio, Mario e Aldo, avevano deciso che quella era una fantastica giornata, un'occasione piu' emozionante del solito, per "provare" il loro Dinghy... o dimostrare di se' stessi, anche a se' stessi.
Per mia fortuna i fratelli non vogliono mai le sorelle nelle loro imprese,
cosi' sono rimasta a casa, compagna di umiliazione dei remi, lasciati perche' ritenuti inutili per chi di vela, si intendeva.

Poco dopo la loro partenza, improvvisamente si e' scatenato un uragano, le nubi come per intesa si sono ammucchiate accavallandosi e oscurando il cielo come notte.
Dalla finestra della mia stanza vedevo il mare che si agitava sempre di piu' sotto le sferzate del vento. Guardavo la sabbia formare turbini in aria...
e loro ?
Esco di corsa per andare alla spiaggia, ma appena girato l'angolo della casa, la corsa si e' trasformata in un avanzare faticoso, contro vento, tra sabbia e goccioloni, dolci e salati.
Piegata in due e aggrappandomi dove trovavo presa, sono arrivata sulla spiaggia giusto in tempo per vedere un guscio, con una piuma bianca di traverso, sulla cima di un'onda,
e per vederlo sparire in una voragine,
e riapparire,
e poi, tra spuma e fragora di onda che si spezza, finire a ruzzoloni sulla riva svuotando il suo contenuto sulla sabbia, compresi "loro".

E sotto gli ultimi schizzi,
li ho visti raccogliersi,
e alzarsi !
Quella volta ho pianto,
ma di gioia





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