(da "ricordo di Palese" di Marisa F. Malcangi)

Il Vecchio Ulivo

Nel verde stellato di margherite, racchiuso nel proprio mistero
solitario un piccolo trullo abbandonato attende
intorno a lui e' immensita' di luce e di spazio, di vivi colori e silenzio
su sfondo nero il piccolo arco senza porta, un ulivo davanti ad esso mormora
E vedo il suo tronco senza colore tagliato dal tempo, aperto a formare due piedi quasi umani
e i rami cosi' contorti che pare soffrano
le sue foglie sono una nuvola di cielo nel cielo e lo sento amico
mormora... lo ascolto

"ho conosciuto la storia dell'uomo e l'uomo
l'ho pregato e pregato invano
ho atteso e sperato
ho rinunciato"

Ascolto... non riesco a capire... ma lui sa... ha visto, giudicato, condannato, e sofferto per questo!
Il mio pensiero vola lontano
accarezzo le sue foglie argentee ne aspiro un misterioso profumo dalla pagina inferiore nera...
mi vorrebbe raccontare la storia del mondo...
Mi riscuoto
"Guarda! Sotto di te e' Primavera!
E il Sole ti scalda, e il Cielo ti dara' l'acqua!
Continua a vivere!

Tu hai visto l'uomo lottare per vivere
rompere la pietra per avere la terra...
guardavi i suoi occhi pieni di Dio trasformarsi...
hai visto tanto dell'uomo... ma non sai che Dio perdonera' l'uomo!"
l'aria sfiorando la sua chioma la scompiglia, verde argento e oro brillano le sue foglie al sole

Esuberante la primavera si offre alla vita
grato e' il mio cuore a riceverla
Vago tra ulivi e mandorli in fiore
cerco ancora piu' meraviglie



Line



Line