(di Marisa F. Malcangi)

Lettera dal figlio Andrea

Si', Zio e' stato molto importante in una fase della mia vita in cui non avevo sviluppato una identita' (...)

Non era pieno di consigli, ma pieno di iniziativa, disinteressata ed ingenua come quella di un bambino. Un essere bimbo che esprimeva il suo essere uomo.

Ogni giorno mangiamo nei piatti che lui ci ha regalato per il nostro matrimonio.
Quando apro il colapiatti per prenderne uno risento la sua voce e risento il suo nobile sforzo nel raccogliere i punti del supermercato per arrivare alla conquista del set da 12 piatti piani e fondi che voleva regalarci.
In questo sento il valore di cio' che si e', a dispetto di cio' che non si ha.

Dopo essere andato via da Albavilla, ho passato diversi anni senza rivederlo e, quando si e' trasferito a Montefelcino, l'ho ritrovato molto invecchiato.
Non voleva arrendersi nemmeno alla vecchiaia! I miei sentimenti nei suoi confronti sembravano essere cambiati. Li ho riscoperti solo quando, inaspettatamente, e' morto. Tale era il suo attaccamento alla vita che lo credevo veramente immortale. Ancora oggi mi commuovo ripensando a lui. Lo rivedo giovane, spavaldo e guida o lo rivedo morto. La vecchiaia non gli apparteneva.

La tua poesia mi piace, richiama l'immortalita' dell'anima. Ma traspare, anzi e' tangibile, il tuo senso di colpa nei confronti della vita.

(...)

Dalla sofferenza nasce la saggezza, dalla saggezza il benessere, dal benessere si perde saggezza per tornare alla sofferenza e cosi' via in eterno in forme sempre diverse. Cicli continui individuali e collettivi che si intrecciano continuamente seguendo le leggi del caos.

(...)

La natura inconscia non si chiede il perche' delle proprie azioni, ma le compie e mai in modo inutile.

L'uomo senza consapevolezza, agisce con intenzione, e spesso in modo inutile. Questo crea la colpa nell'azione, ma e' una fase del ciclo naturale delle cose.
In questa fase hanno origine i disastri, le guerre, il potere, lo sfruttamento. In questa fase si generano le emozioni peggiori: l'invidia, la rabbia, l'odio, la paura.
Il senso di colpa, e' l'energia che ci spinge in avanti, verso la consapevolezza, la saggezza etc ... Per percepirlo cosi' e' necessario privarlo del significato di colpa ed ascoltarlo come spinta, come rinnovo, assecondarlo nella sua positivita'.

(...)

Salutoni.
Andrea.





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