(di Marisa F. Malcangi)

da "Ricordi Sparsi"

Avevo 10-13 anni quando, sui pattini a rotelle andavo da casa al parco, facevo tutta Via Dante, attraversavo i cortili del castello e finalmente mi trovavo nel mio paradiso. Giocavo quasi sempre sola.
Una mattina mi sono imbattuta in una bambina in lacrime e singhiozzi, le ho chiesto perche', lei mi ha raccontato che era andata alla fontana a bere con il suo bicchiere e un bambino glielo ha tolto di mano per buttarlo a terra... mi sono indignata, se glielo aveva rotto appositamente, doveva ricomprarglielo, cosi' sono andata con lei alla panchina dove sarebbe dovuto esserci l'autore del vandalo, ma lui non c'era, c'erano solo le 2 tizie che lo avevano accompagnato, io ho spiegato loro il misfatto, una di queste ha risposto che il bicchiere non lo avevano rotto loro, al che ho ribattuto che se era li' per accompagnare e sorvegliare il bambino, lei era responsabile di quello che lui faceva (avvocato per passione).
Dopo avere riso divertita, ha promesso che l'indomani avrebbe portato il bicchiere. Non so come sia finita perche' l'indomani non sono andata al parco, non ero io a dover ricevere il bicchiere e non me ne sono piu' interessata.

Da piccoli si da' tutto per scontato, una promessa e' una promessa, ma ora che sono cresciuta, mi domando se quella bambina avra' avuto il suo nuovo bicchiere.
Comunque quello che conta, e ne son felice, in quell'occasione ha potuto guardare oltre al suo pianto

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scritto circa 3 anni fa per la nipotina Serena che mi domandava di raccontarle di me, e della Milano di quando ero piccola. (detta "nipotina", e' avvocato e lavora a Milano nello studio di mio cugino Vito Malcangi)





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