(di Marisa F. Malcangi)

Ricordi di guerra

Tutto il mondo era in guerra,
borsa nera per comprare,
pure il pane della tessera
aveva quel colore.

Bambini, vecchi, e donne,
erano a casa a lavorare,
e i papa',
combattevan nella guerra,

il mio papa' era esentato,
la precedente guerra,
aveva combattuto,
inoltre,
in questa guerra lui aveva,
sette figli da sfamare

noi eravamo sette fratelli,
tutti bravi e tutti belli,
ma
papa' e mamma'
per darci da mangiare
dovevano non poco tribolare,

cosi' compraron mezzo carico
dell'arca di Noe',
e ciascun di noi aiutava
per quello che poteva.

fu cosi' che un giorno
mi capito', per aiutare,
di andare pei prati con le oche,
senza il mio mangiare.

E allora,
come quel giorno ando',
qui sotto,
ve lo voglio raccontare
.....................

Seduta su di un avvallamento verde, guardavo le mie oche pascolare,
alle mie spalle c'era il cancello di un giardino sconosciuto.

Quel giorno mi ero dimenticata di portare la mia merenda, me ne sono accorta quando mi e' venuta fame, sempre di piu'...
6/8 anni sono pochi per indugiare a ragionare con la fame, cosi' sono entrata nel giardino per chiedere del pane.
Dalla finestra, un viso sorridente di donna, ha subito cancellato la strana sensazione di paura e desiderio insieme che provavo, poco dopo mi veniva incontro sorridendo, con un grande pezzo di pane bianco, soffice come la treccia che faceva mia mamma...
Mentre prendevo il pane dalla sua mano, ho alzato gli occhi verso i suoi per ringraziare, lei mi stava osservando con silenziosa gioia,

Tornata al mio posticino, il naso affondato nel profumo della mollica, per un attimo siamo diventate una cosa sola, io e il pane...
solo per un attimo perche' d'improvviso, da un buchino nel terreno accanto a me, e' apparso il musetto di un piccolo topino bianco...
mi guardava, guardava il pane...
aveva anche lui cosi' fame da vincere ogni timore, gliene ho dato un po' ed e' subito sparito...

Quando sei bambino, Dio ti entra nel cuore e non lo lasci piu'.





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