(di Marisa F. Malcangi)

Attraverso l'Arco dell'Iride

Anche quella sera, come sempre prima di dormire, mi accingevo alla lettura del mio libro preferito di quel momento, ma dopo averlo aperto dove avevo messo il segno, mi sono trovata davanti ad una pagina che non gli apparteneva, infatti brillava di stelline d'oro, come certe belle cartoline d'auguri natalizie, inoltre, non si poteva pensare alla solita pubblicita' che inseriscono ovunque, poiche' non c'era quando avevo chiuso il libro la sera prima,
Accettato il mistero, mi sono dedicata alla nuova lettura.

La pagina era scritta a caratteri luminosi, e le sue illustrazioni che apparivano mentre si leggeva, erano impronte trasparenti di piccoli piedi che da minuscole diventavano sempre piu' grandi via-via che il racconto procedeva. Il titolo, "Attraverso l'arco dell'iride", era scritto in alto, con un pennarello rosa, anch'esso luminoso,
Ho immaginato si trattasse dell'arcobaleno, e mi e' tornato alla mente quando da bambina avrei voluto raggiungerlo, la' dove toccava il suolo, per raccogliere doni dalla pentola d'oro, ma era cosi' grande e cosi' lontano ! Piu' difficile che mettere il sale sulla coda degli uccellini per poterli prendere... certo che i grandi ne sanno inventare di cose bizzarre per gioire dell'ingenuita' dei piccoli...
Incuriosita continuo la lettura...

... e mentre guardava intorno a se' il mondo in cui era capitato, il bimbo cercava di cogliere ogni segnale per capire cio' che gli giungeva dall'esterno, ad esempio, quei suoni che udiva, e quelle sensazioni che gli venivano trasmesse di continuo.
Niente gli aveva ancora insegnato cos'era lo spazio, cos'era la tranquillita' o la percezione visiva delle cose e quando non si conoscono i valori delle cose, non si conoscono nemmeno i rispettivi contrari, per cui non avendo nulla da desiderare, lui li' ci stava davvero bene.
Galleggiava tranquillo e sicuro di se' nel suo mondo.
Erano tali e tante le sensazioni di gioia che riceveva, che aveva dovuto dedicare una capace sezione del suo cervello per questo settore.
Tra i molteplici suoni, gli arrivavano anche quelli delle voci, che lui non sapeva tali, ma che gli piaceva moltissimo ascoltare. Due di queste, erano molto piu' vicine delle altre, come se si rivolgessero direttamente a lui e la sua attenzione si concentrava piu' di tutto su quelle.
Le informazioni che raccoglieva erano sempre piu' numerose, colmavano il suo piccolo cuore e le sezioni ad esse dedicate.
Le impronte che lui lasciava erano sempre piu' nitide, piu' grandi, su quella strada piena di luce che le due voci gli tracciavano.
Cercava di partecipare al mondo che ascoltava e che lo incuriosiva, prendeva parte al cibo che nutriva le due voci, in particolare una delle due, approvava quieto l'ora dei pasti e degustava mentalmente il cibo per memorizzarne i valori nella sezione del cervello dedicata alla dispensa dei sapori.
Qualche volta durante quell'ora, una delle due voci esagerava con gli zuccheri, e allora, era costretta ad ingrandirsi molto di piu' di quanto avrebbe dovuto... e anche lui.

La vita procedeva serenamente in queste condizioni, c'era cosi' tanto da imparare e si trovava cosi' bene che poteva anche continuare all'infinito, e non capiva perche' di tanto in tanto gli giungessero informazioni di affaticamento e impazienza... non riusciva davvero a capirlo, ma aveva dedicato lo stesso una nuova sezione del cervello alle sensazioni di insofferenza, e registrava anche quelle.

Man-mano che il tempo passava, il suo lavoro aumentava, organizzava tutte le sensazioni che collegava tra loro e che si collegavano automaticamente ad una sezione remota e involontaria, quella che lo aveva condotto in quel suo mondo, la quale pero', si scontrava con le nuove arrivate creando una gran confusione... e lui metteva ordine assecondando le sue esigenze piu' gradite... non trascurando pero' di arricchire anche quel particolare settore dedicato ai perche' in attesa dei poiche'.

Ma ecco poco lontano, in fondo alla strada, si apre un arco illuminato da tanti soli disposti all'interno lungo il suo perimetro, un sole blu... un sole per ogni colore dell'iride che al centro si trasformano in luce gialla, che poi diventa bianca, poi azzurra.
Lui continua affascinato, il suo cammino verso quell'arco luminoso... le due voci sono al di la' e lo aspettano...

Nell'attesa, la sua nuova casa si e' trasformata in rosa, e si e' riempita di cose necessarie al suo benessere, e riempie di gioia le due voci che lo attendono, e tanti altri, e nel piccolo giardino sbocciano fiori rosa...

We are waiting for you
mommy, daddy, granny





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